Giornata della Memoria: l’importanza di ricordare e tramandare alle nuove generazioni

Oggi è la Giornata della Memoria, ricorrenza internazionale che viene celebrata il 27 gennaio di ogni anno per commemorare le vittime dell’Olocausto. Una data significativa decisa dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il primo novembre del 2005 durante la 42esima riunione plenaria. Una Giornata, spesso un’intera settimana, per ricordare una delle più grandi tragedie dell’umanità. E che sul nostro territorio, a Novara e nel Novarese, vede ogni anno l’organizzazione di moltissimi eventi e di tante iniziative per ricordare, per non dimenticare. Protagonisti degli incontri, quasi sempre, le nuove generazioni, i ragazzi, i più giovani. Perché una tragedia di queste proporzioni non va dimenticata e, soprattutto, non si deve ripetere. Occorre imparare la lezione che ci ha lasciato il passato e, quindi, diventa importante tramandare quanto successo agli adulti del futuro.

Così oggi posto un mio articolo dello scorso anno, quando, in un convegno ospitato all’Arengo del Broletto, promosso dall’Ufficio Scolastico provinciale di Novara, coordinato da Gabriella Colla, e dal titolo “Educare alla Memoria”, protagonisti della mattinata erano stati proprio i ragazzi, gli studenti delle scuole medie e degli istituti superiori. Una seconda edizione del convegno è stata promossa per quest’anno e si è svolta nella giornata di giovedì 26 gennaio (se volete leggere l’edizione 2023 qui il link de L’Azione), sempre a Novara.

Nel convegno del 2022 Camilla Zanardi, Anna Erbetta, Luca Loro Piana, Maria Elisabetta Lo Giudice, della 3 A della scuola media di Boca dell’Istituto comprensivo Borgomanero 2, hanno ricordato Becky Behar, ultima sopravvissuta alla
strage nazista di Meina. A partire dalla lettura del libro “La guerra di Becky” di Antonio Ferrara e da un incontro, via web, con la figlia di Behar, Rossana Ottolenghi. A coordinarli la docente Cinzia Bovio. «Abbiamo letto – spiegano – la storia di Becky. La sua vicenda ci ha colpito. Poi abbiamo potuto parlare con la figlia che ci ha raccontato di una donna disponibile con tutti e solare, nonostante quanto avesse subito». Hanno aggiunto: «abbiamo appreso l’esistenza della Shoah a scuola. Siamo rimasti attoniti dinanzi all’odio che si era scatenato in quegli anni, odio verso le altre persone. Ci è parso surreale».

Arengo del Broletto


Gli studenti del Duca D’Aosta, rappresentati dall’insegnante Renata Regis, hanno ideato disegni significativi sulla Shoah mostrati a video. I ragazzi del Bonfantini hanno letto brani dal libro di Giovanni Grasso “Il caso Kaufmann”.
E ancora il liceo coreutico e musicale Casorati, con i docenti Dino Scalabrin e Fabio Bellofiore, hanno partecipato con un video con alcuni brani musicali eseguiti. Da “Hallelujah” di Cohen passando per Imagine. E ancora Manuela Bernardi, presidente Consulta provinciale degli studenti e coordinatrice regionale delle Consulte e Maria Grazia
Aschei, ex studentessa del Casorati, hanno raccontato testimonianze della memoria. La seconda, in particolare, del suo viaggio del 2019 ad Auschwitz: «la Shoah ci deve insegnare a non ripetere più quegli errori che sono autentiche atrocità». Il rabbino Alberto Somekh: «la Shoah deve insegnare a non ripetere gli stessi errori e orrori». Il
sindaco di Novara Alessandro Canelli: «un convegno importante, come la “Run for mem”, con cui abbiamo risposto alla vergogna del corteo no pass che rimandava ai lager».

Monica Fiocchi Curino

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