«Ho cominciato a bere, in modo moderato, a 16 anni. Da adolescente ho provato di tutto, anche le droghe. Sono finito però nell’alcol: lui ti spegne dentro. Dai 20 ai 33 anni ho vissuto nel buio. Ora ne sono fuori: non tocco alcol da 3 anni e sono vivo più che mai. Ci ho messo tanto, ho dovuto finire in ospedale e accorgermi che stavo perdendo la mia famiglia. Dall’alcolismo, lo dico anche per aiutare altri che ci sono finiti dentro, si può uscire».
Francesco ha 36 anni e fa parte dei 60 novaresi che si incontrano nei Club Alcologici Territoriali di Novara, otto tra capoluogo e provincia, riuniti sotto Acat Novarese. C’è chi frequenta i Club da solo, chi con i famigliari: si raccontano le proprie difficoltà e si ascoltano gli altri. «Sono uscito dall’alcol grazie al Club – prosegue Francesco – Non mi fermavo più, neppure quando mi tolsero la patente. Poi ho capito cosa stavo perdendo ed è partita la mia risalita. Ne sono uscito con gli incontri e non con le comunità. Nei Club non ti giudicano, ti ascoltano e insieme si affrontano i problemi. Ho deciso di vivere la mia vita da sobrio. Sono diventato servitore-insegnante (figura che facilita la discussione nei Club, ndr), così posso restituire l’aiuto ricevuto».
Ne è uscito anche Giorgio, 56 anni, caduto nell’alcolismo a 45 e che, lo scorso luglio, ha tagliato i 2 anni da astinente. «Prima ero un bevitore sociale (chi beve una dose di alcol giornaliera limitata, ndr). Poi – spiega – ho perso in poco tempo i genitori e il lavoro che avevo in Liguria non andava bene. A quel punto ho iniziato a bere sempre di più». Arriva così al Sert. Gli viene consigliata una struttura dove curarsi, ma Giorgio decide di tornare nel Novarese, pensando di potercela fare da solo, di poterne uscire con le proprie forze. Le difficoltà, invece, «aumentavano. Due anni fa ho chiesto aiuto. Stavo perdendo mia moglie, che mi era stata sempre vicina. Sono andato al Fatebenefratelli di San Maurizio Canavese e ho iniziato a stare bene. Sono poi arrivato al Club: sempre con mia moglie. Ho incontrato persone col mio stesso problema. Dopo il corso sono diventato servitore-insegnante e, con altri, ho aperto un Club a Borgomanero. Mi sento utile. Ho recuperato tanti affetti e sono ripartito».
Tra i più anziani frequentatori dei Club di Novara, Pier Sandro Bellotti e la sua famiglia. E’ entrato nel 1993 per aiutare il padre e da allora non ha mai lasciato, aiutando come servitore-insegnante. «Acat Novarese raduna tutti i Club Territoriali della provincia, otto. Due, a Borgomanero e Trecate, sono nuovi. Io, per mio padre – spiega Bellotti – ho fatto parte del primo Club aperto a Novara. Siamo stati fruitori e anche volontari, sia io sia mia moglie. Come Acat operiamo con i servizi pubblici e con il Cst. Vogliamo sensibilizzare sui rischi legati al consumo di alcol e sul poter trovare nei Club un aiuto per affrontare e superare insieme le sofferenze legate ai problemi alcol correlati». I Club sono comunità multifamigliari che operano con il metodo dello psichiatra Hudolin. «Negli incontri parliamo delle situazioni che viviamo. Il servitore-insegnante aiuta la comunicazione. Si parla di com’è andata la settimana, dei problemi col bere. Consideriamo l’alcolismo non una malattia, ma uno stile di vita non corretto, che va cambiato. Lavoriamo sui rapporti coi famigliari e quando non c’è più un problema di alcol, parliamo d’altro. Le ‘medicine’ sono l’ascolto, l’amicizia, la condivisione».
La maggior parte dei fruitori arrivano dal Sert, altri dalle famiglie e altri con il passaparola. Gli incontri sono settimanali. A Novara due Club si ritrovano il lunedì dalle 21 alle 22,30, uno il martedì e uno il mercoledì, sempre tra le 21 e le 22,30. A Cameri al lunedì dalle 18 alle 19,30, a Galliate e a Borgomanero, il martedì, dalle 21 alle 22,30, a Trecate il giovedì dalle 21 alle 22,30. Per info: acatnovarese@libero.it.
A Novara, per chi sta cercando di uscire dall’alcolismo, c’è una sezione degli Alcolisti Anonimi (A.A.). Il gruppo novarese si trova in via alle Scuole 18 a Olengo. Le riunioni sono il lunedì e il giovedì dalle 21 alle 22,30 e il secondo sabato del mese, dalle 15 alle 17. Per informazioni è disponibile il numero verde di Alcolisti Anonimi Italia 800411406 oppure per il Gruppo San Gaudenzio, quello legato a Novara, il 3346538616.
«Siamo un’associazione di promozione sociale – spiega Federico, membro degli Alcolisti Anonimi di Novara – Un gruppo di persone con un passato da alcolisti, che si incontrano e propongono sedute di gruppo per il recupero delle persone dipendenti dall’alcol, il tutto attraverso un percorso condiviso tra i partecipanti. Un metodo di recupero – continua Federico – avviato nel 1935 negli Usa e giunto in Italia nel 1972. All’epoca si accorsero che un alcolista che ha smesso di bere ha una grandissima capacità di raggiungere e aiutare l’alcolista che ancora beve. La nostra assistenza si fonda sull’auto-mutuo-aiuto. Aiutiamo gli altri a uscire dall’alcolismo, ma aiutiamo anche noi stessi a non ricaderci. Questo perché, aiutando chi dipende adesso dall’alcol, rivediamo i nostri errori ed evitiamo di ricascarci». A.A. collabora con Acat Novarese. Rispetto ad Acat, in A.A. i famigliari hanno un’associazione a sé.
Monica Curino