Un ragazzino di quattordici anni deceduto e il fratellino, di soli 4 anni, trasportato in codice rosso all’ospedale Maggiore di Novara. La nonna, che era alla guida dell’auto, vettura che è entrata in collisione con un altro veicolo, si trova ricoverata all’ospedale Santissima Trinità di Borgomanero. Non è in pericolo di vita.
E’ il bilancio di un gravissimo incidente stradale avvenuto nel pomeriggio di oggi, venerdì 22 novembre, a Oleggio, non distante dal locale cimitero.
Per cause in fase di ricostruzione due auto si sono scontrate frontalmente. Nonna e i due nipoti sono rimasti incastrati nell’abitacolo della vettura.
Sul posto due ambulanze del 118 e i Vigili del fuoco. Questi ultimi hanno estratto i feriti dalle lamiere, ma, purtroppo, per il bambino più grande non c’è stato nulla da fare. Gli occupanti dell’altro veicolo coinvolto nel sinistro sono rimasti feriti non in maniera grave.
Il nuovo sinistro si è verificato lungo la strada provinciale 46 nel territorio di Gozzano intorno alle 5,30 di questa mattina, lunedì 15 luglio. Qui, per cause in fase di ricostruzione, un incidente ha visto coinvolte un’autovettura e una motocicletta.
A perdere la vita un uomo di 55 anni, che era alla guida della due ruote. Sul posto il personale del 118, che non ha potuto far altro che constatare il decesso dell’uomo. Troppo gravi le ferite riportate nello scontro. A occuparsi del traffico sono intervenuti i Carabinieri, che ora stanno cercando di ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente. La vittima sarebbe un dipendente della Giacomini.
Incidente mortale, nel pomeriggio di oggi, sabato 13 luglio, sulle strade del Novarese. Il sinistro si è verificato intorno alle 13 lungo la strada che collega Novara a Cameri, nel territorio del Comune dell’Ovest Ticino.
Per cause tutt’ora in fase di ricostruzione una donna di una quarantina d’anni in sella alla sua bicicletta è stata investita da un’autovettura. Sul posto, non distante dallo stabilimento che ospita la Igor, è intervenuta un’ambulanza del 118, che ha prestato le prime cure alla donna, tentando di rianimarla.
Troppo gravi, però, le ferite riportate nel sinistro e per la donna non c’è stato nulla da fare. Sul luogo del sinistro anche i Vigili del fuoco e una pattuglia della Polizia stradale.
Due gravi incidenti stradali si sono verificati nella giornata di oggi, sabato 23 marzo, sulle strade del Novarese. Il bilancio vede due morti, una coppia originaria di Domodossola, Roberto Quaglieri e Armandina Lunghi, rispettivamente di 60 e 58 anni, quattro persone con ferite di media gravità e una con un codice rosso, ossia con ferite gravi.
Il primo incidente è avvenuto poco dopo le 13 lungo la strada provinciale 229 del lago d’Orta nella zona della Baraggia di Suno.
Qui, per cause in fase di ricostruzione da parte dei Carabinieri di Momo, un’autovettura e una moto si sono scontrate frontalmente. A perdere la vita i coniugi a bordo della motocicletta.
Nell’auto una famiglia composta da madre, padre e due bimbi piccoli. Per tutti loro codici gialli. Sono stati trasportati dal personale del 118 all’ospedale Maggiore di Novara.
Per consentire di rimuovere i mezzi coinvolti la strada è stata chiusa al traffico per qualche tempo.
Altro grave incidente, nel tardo pomeriggio, nell’Ovest Ticino, a Cerano. Qui, la dinamica è tutt’ora al vaglio delle Forze dell’Ordine intervenute sul posto, un motociclista è finito contro il guard rail. Soccorso dal personale del 118, ha riportato ferite gravi.
Un uomo sui 30 anni, probabilmente nordafricano, è stato investito da un treno regionale diretto a Torino al passaggio a livello di Novara, quello posto tra via Campano e via Costantino Porta.
E’ successo poco dopo le 19. A quanto risulterebbe dalle prime informazioni l’uomo avrebbe attraversato il passaggio a livello ancora chiuso.
La circolazione è stata subito interrotta e a indagare sull’episodio è la Polizia ferroviaria.
Il traffico ferroviario della linea Torino-Milano è stato sospeso fra Novara e Vercelli, così da consentire i necessari accertamenti, utili a verificare l’esatta dinamica.
Il convoglio era partito da Milano centrale alle 18,15.
Sul posto il personale del 118, ma per il trentenne non c’era più nulla da fare. E’ morto sul colpo.
Troppo spesso tendiamo tutti a sottovalutare il rischio che il rispondere a una telefonata o a un messaggio al cellulare mentre si è alla guida possa comportare. Si pensa sempre, sbagliando, «tanto non mi succede nulla», «vuoi che non riesca a controllare bene anche la strada?» o ancora «tanto è solo un vocale, cosa vuoi che mi distragga, non è come digitare un testo». Altrettanto spesso, presi dalle nostre corse quotidiane, da vite sempre a mille, se non al limite, si tende a pensare che, quanto raccontato da giornali e tg, non possa mai riguardarci, non possa mai toccarci da vicino e davvero. Eppure non è così.
Senza contare che, a oggi, l’80% degli incidenti è dovuto all’utilizzo di smartphone alla guida.
Sino a qualche mese fa la vedevo un po’ anch’io così, non posso negarlo. Poi, per me, rispondere o mandare un messaggio, guidando, consente (usiamo ‘consentiva’) di ottimizzare, a volte, il carico di lavoro che ho per il giornale. Metto giù date di interviste, incontri per servizi, raccolgo informazioni. Ma è sbagliato. O si fa una cosa o l’altra. Piuttosto, se è così urgente qualcosa, ci si ferma, si parcheggia l’auto e o si chiama o si scrive un messaggio. Poi si riparte.
Eppure di storie di incidenti particolarmente gravi, legati anche all’utilizzo del telefonino, in 22 anni di giornali, ne ho dovute raccontare, scrivere. Ho anche partecipato a incontri di sensibilizzazione sul tema della sicurezza stradale, che, oltre a vedere l’obbligo delle cinture di sicurezza, del non mettersi alla guida in condizioni alterate, vede anche il divieto di utilizzare il telefonino mentre si è al volante. Incontri spesso ‘tosti’, ma che, pur condividendo le raccomandazioni di Polizia, Carabinieri e sanitari, non hanno mutato il mio modo alla guida.
Questo, almeno, sino ai primi di febbraio di quest’anno, quando l’ennesimo incontro seguito per il giornale di questo tipo mi ha colpito più del solito, lasciandomi dentro molto.
Nell’ascoltare le testimonianze di genitori che hanno perso i propri figli o per colpa di un cellulare o per qualcuno alla guida in stato alterato, ho sentito come un pugno allo stomaco, un gancio al volto. E faceva molto male. Probabilmente ha influito il fatto che, tra le testimonianze, ci fosse quella di un’amica che ho da qualche anno, che è sulla sedia a rotelle, ma di cui mai ho conosciuto le cause di questa condizione. Quel giorno, al Ravizza, scuola che ha ospitato l’incontro, le ho apprese: qualcuno che era alla guida in stato alterato già al mattino presto, che, con la propria auto, ha impattato con quella della mia amica, di Mary. Che, però, da quell’episodio, ha saputo reagire, e con una forza incredibile, diventando anche campionessa paralimpica di tiro con l’arco.
I relatori dell’incontro sulla sicurezza stradale al Ravizza
La mattinata è stato l’evento conclusivo di un ciclo di lezioni nelle scuole superiori sulla sicurezza stradale. A promuovere gli appuntamenti, dal titolo “La vita non si beve”, la Prefettura con il viceprefetto aggiunto Antonio Moscatello, con 118, Polizia e Carabinieri.
Dopo quell’incontro il mio rapporto con il cellulare alla guida è cambiato. Non posso dire di non averlo più usato, mentirei e non è qualcosa che amo fare, ma certo l”ho utilizzato molto meno. Le prime settimane appena avevo la tentazione di rispondere a qualche ‘bip’, di guardare la qualunque, lo rigettavo e, se avevo il telefonino nella tasca della giacca, lo buttavo sul sedile posteriore così da allontanare la tentazione.
Altre volte l’ho proprio posto nell’angolo più recondito del mio zaino o della mia borsa, ancora prima di salire in auto, per evitare.
Poi, ammetto, che qualche volta, dopo un mese, l’ho riusato, ma ancora oggi mi torna alla mente quella lezione a scuola e, quindi, su 10 volte che vorrei rispondere o vorrei usarlo, mi capita di farlo solo una volta. E punto a rendere questo a livello 0.
Nei primi giorni ho anche avuto alcuni incubi la notte. Sogni in cui mi capitava di avere un incidente particolarmente grave e mi soccorrevano amici che, conoscendo il mio, all’epoca, smodato uso del telefonino, erano sì preoccupati per le mie condizioni, ma, al contempo, commentavano ‘Era sicuramente con quel telefonino del cavolo’.
«Piuttosto di mettervi alla guida così, fate guidare un amico che non ha bevuto o chiamate qualcuno a casa», hanno detto i relatori. Oltre a Peviani anche Il sottotenente dei Carabinieri, Ruggiero Penza, che ha illustrato come ci siano obblighi e regole da rispettare anche per i monopattini, un mezzo ormai utilizzato da tutti sulle strade.
La parte sicuramente più emotiva e che credo sia andata a buon segno tra i ragazzi è stata quella gestita dal 118, con Roberta Tacconi e Michela Agnesina.
La prima ha raccontato il funzionamento della centrale e delle procedure di primo soccorso, rilevando come sia importante, quando si chiama il 118. E come altrettanto sia fondamentale «fornire indicazioni corrette». Agnesina ha aggiunto: «non possiamo permetterci, quando interveniamo, di provare emozioni. In quegli istanti dobbiamo agire. Il brutto è poi il ritorno a casa, quando emergono tutte le emozioni. Faccio l’infermiera da quasi 30 anni e ancora non mi sono abituata a veder morire persone così giovani».
Ha poi introdotto due testimonianze video che hanno lasciato un segno forte tra tutti. A partire da quella di Mariangela Perna, novarese, su una carrozzina da anni, dopo essere stata investita da un automobilista ubriaco (la mia amica paralimpica). Un incidente che le ha cambiato la vita. Mariangela però non si è arresa. Ai ragazzi ha detto: «fate attenzione quando siete alla guida. Se si è al volante, non bastano due occhi. Non usate il cellulare».
Molto accorate le parole di Lucia e Franco Cibo Ottone, che hanno perso la loro Isabella in un incidente stradale nel marzo del 2017: «la vita è una sola, ragazzi – hanno detto agli studenti del Ravizza – rispettatela».
A chiudere l’incontro le parole di Agnesina agli studenti: «Non guardate alla Polizia e alle Forze dell’Ordine come a persone che vogliono ostacolarvi. Loro, sulla strada, sono i vostri migliori amici. È meglio che vi riportino a casa senza patente, ma sani, che, invece, portino nelle case le patenti, senza di voi».
Bilancio di un ferito per un incidente stradale avvenuto intorno alle 18 di oggi, lunedì 8 maggio, lungo la strada statale del Sempione, a Dormelletto, nel Novarese.
Qui, per cause in fase di ricostruzione da parte delle Forze dell’Ordine, si è registrata una collisione tra un’auto e una motocicletta.
Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco di Arona e il personale sanitario del 118, che ha prestato i primi soccorsi al centauro, trasferito poi in ospedale, a Novara.
I Vigili del fuoco hanno messo in sicurezza il luogo del sinistro, collaborando anche con i sanitari del 118.
Una lite tra due cittadini stranieri è degenerata intorno alle 15 di oggi, domenica 23 aprile, a Novara, con il grave ferimento di uno dei due.
Al culmine del litigio, avvenuto nella zona di Sant’Agabio, all’altezza del parchetto posto tra via Bossi e via della Riotta, infatti, uno dei due contendenti ha preso una bottiglia rotta trovata in strada e ferito gravemente l’altra persona.
Al centro dell’episodio, che ha visto l’intervento sul posto di tre vetture delle Volanti della Polizia di Stato, della Polizia scientifica e del personale del 118, due cittadini di nazionalità tunisina.
Il ferito, soccorso dai medici, è stato trasportato all’ospedale Maggiore con un codice rosso. Al momento è ricoverato in Rianimazione, in prognosi riservata.
L’aggressore è stato raggiunto e arrestato poco tempo dopo nella zona di corso Trieste, a ridosso di un supermercato. L’accusa, per l’uomo, è di tentato omicidio. Lui stesso, dopo alcune chiamate giunte alle Forze dell’Ordine dai molti presenti, ha allertato la Polizia.
Indagini in corso da parte della Polizia di Stato, che, giunta sul posto, ha recintato l’intera area. Forse, alla base della lite, un precedente diverbio, avvenuto qualche giorno fa nella medesima zona di Novara, con il coinvolgimento di altre persone. Un coinvolgimento di altri tunisini che si è registrato anche domenica pomeriggio, con un confronto di uno contro uno.
Il blog, se lo conoscete, è nato per raccontare le mie passioni e anche, e soprattutto, le notizie positive, le belle storie che si registrano a Novara e nel Novarese. Poi, da qualche tempo, presenta anche una parte, per ora piccola, visti gli impegni legati al giornale per cui lavoro, dedicata alla cronaca ‘nera’, settore che seguo da 22 anni. E che ho sempre alternato alle storie positive, alle associazioni.
Proprio per questa attenzione alle storie positive oggi voglio riportarvi una notizia molto bella che riguarda Novara.
Nella notte tra domenica 2 e lunedì 3 aprile, ormai alle prime ore dell’alba, erano le 5, un piccolino è venuto alla luce nella casa dove abitano la sua mamma e il suo papà .
E’ successo in via della Noce, nella zona di Sant’Antonio. A far partorire la donna nella sua abitazione il personale del 118. Quando i sanitari sono arrivati nella casa della donna, che ha 29 anni, il travaglio era così avanti che è stato necessario far partorire la giovane direttamente nella sua abitazione.
A nascere un maschietto. Tanto la mamma quanto il piccolo, come riferiscono dal 118, stanno bene.